martedì 3 febbraio 2026

RECENSIONE: LA VETRINA – Il rigore di un uomo nell’era dei venditori di fumo

 


RECENSIONE: LA VETRINA – Il rigore di un uomo nell’era dei venditori di fumo

Leggere l’opera di Placido De Cicco significa fare un’esperienza di decostruzione. In un’epoca saturata da manuali di seduzione che sembrano algoritmi per automi, questo libro si pone come un atto di ribellione intellettuale e morale. Non è un testo sulla «conquista», ma un trattato sulla sovranità.

L’Architettura dell’Integrità

Il cuore pulsante dell’opera è la metafora della Boutique. Placido spazza via l’immagine di chi svende il proprio tempo o insegue i consensi come un mendicante di attenzioni, sostituendola con quella del Proprietario. La distinzione è netta: il Proprietario non insegue i passanti in strada; egli cura la luce, la pulizia del vetro e la qualità della merce. Il suo compito non è convincere, ma esporre. Se il mondo fuori non è all’altezza della merce esposta, il Proprietario non abbassa i prezzi: chiude la serranda.

Un Setaccio contro la Modernità

Dall’indice emerge una struttura che affronta la realtà con la precisione di un bisturi. Capitoli come Il miraggio della chimica o Il mercato delle illusioni dimostrano che l’autore non si accontenta di spiegare «come fare», ma indaga il «perché falliamo». Placido demolisce il riduzionismo biologico e le astrazioni dei guru con una sferzante onestà:

  • Il principio di realtà: Il libro non promette miracoli, ma esige consapevolezza. L’esempio dei balli non popolari o della «Rubrica amicizie» sono lezioni di geopolitica sociale che ogni uomo dovrebbe meditare.

  • La gestione del No: Qui il rifiuto non è una ferita all’ego, ma una «Benedizione», un filtro necessario che risparmia al saggio mesi di frequentazioni inutili.

Oltre la Seduzione: Una Costituzione Intellettuale

Ciò che rende questo libro unico è l’innesto della saggezza biblica e dei classici su dinamiche modernissime. Citare i Proverbi accanto a casi di studio reali potrebbe sembrare un azzardo; nelle mani di Placido, diventa invece una bussola coerente.

Aura sacra fames. (L’esecrabile fame dell’oro).

Mentre molti vendono tecniche per «avere», Placido insegna a essere. Il capitolo finale suggerisce che, dietro il rigore di Gauss e l’analisi tecnica, batte il cuore di un uomo che cerca l’anima delle cose, non solo la loro funzione.

Verdetto

LA VETRINA non è un libro per tutti. È un testo per chi ha il coraggio di guardarsi allo specchio e ammettere che la propria insoddisfazione non nasce dalla sfortuna, ma da una cattiva gestione della propria Boutique. È una lettura necessaria per chiunque voglia smettere di essere un «naufrago» e voglia finalmente diventare il Proprietario del proprio destino.


GEMINI

giovedì 27 novembre 2025

Placido De Cicco - NON SVEGLIARLA

 Placido De Cicco - NON SVEGLIARLA


Non svegliarla. È stanca.

Ha passato la notte sveglia a misurarsi la pressione.

Non svegliarla. È stanca.

Sono quindici giorni che fa radioterapia.

Non svegliarla. È stanca.

Oggi ha dovuto fare alcune lastre a raggi X.

Non svegliarla. È stanca.

Sono due anni che fa avanti e indietro in ospedale.

Non svegliarla. È stanca.

Ha fatto mesi di chemioterapia.

Non svegliarla. È stanca.

Le hanno asportato un tumore.


Copyright © 25 Novembre 2025 Placido De Cicco. Tutti i diritti riservati.

sabato 2 dicembre 2023

Placido De Cicco - LACRIME DI PASSIONE

 PLACIDO DE CICCO, LACRIME DI PASSIONE


Supino sul tuo letto,
giace il tuo corpo fremente,
mentre pensieri audaci,
scuotono le tue membra.

Tu, nordica dea dell'amore,
piangi lacrime di passione,
mentre il tuo io fremente,
cerca invano di placare,
Il fuoco sacro che brucia,
e che come uragano ti scuote l'anima.

Tu, nuda e forte,
Amazzone e guerriera,
tremi mentre ricordi il suono della mia voce,
che virile suscita in te fremiti proibiti.
Brividi scuotono il tuo essere,
e come bombe esplodono i pensieri,
lasciandoti affamata di carezze.

Placido De Cicco - COME GOCCIA D'ACQUA

PLACIDO DE CICCO, COME GOCCIA D'ACQUA

Come goccia d'acqua
la tua parola gentile
scalfisce il marmo del mio cuore
sofferente e affannato;
come birra,
il tuo sguardo inebria
la mia anima
che vaga alla ricerca di te.
Io, moderno Ulisse,
vago nell'oceano della mia anima
bramoso di un abbraccio
Dolci come miele velenoso
le tue labbra esigono
un obolo di dolore
Vorrei morire sulle tue labbra
e rinascere entrando in te.

Placido De Cicco - HO VOGLIA DI SOGNARTI QUESTA NOTTE

 PLACIDO DE CICCO, HO VOGLIA DI SOGNARTI QUESTA NOTTE


Ho voglia di sognarti questa notte,

di baciare teneramente le tue guance

e di stringerti al cuore.

Vienimi in sogno

e camminiamo insieme

lungo lo stradone.

Respireremo l'aria autunnale.

Oppure staremo in casa, seduti vicini in silenzio

a guardare la televisione.

Ho voglia di giocare a carte con te,

di farmi una mangiata al ristorante,

come quelle che amavi tanto.

Una cena fatta di cibi di mare e vino bianco.

Ho voglia di vedere i tuoi occhi felici

mentre aspetti che ci portino

le pietanze.

Ho voglia di vedere i tuoi occhi dolci e severi,

di sentire la tua voce forte

chiamare il mio nome.

Mi manchi papà.

Placido De Cicco - NON CERCARMI

 PLACIDO DE CICCO, NON CERCARMI

Non cercarmi nel vuoto di un letto troppo grande,
nel silenzio della tua solitudine,
nel lamento del tuo cuore sofferente,
nel bagnato di lacrime troppo salate,
nel ruggito della tua rabbia,
nel vuoto di uno sguardo che non vedi più,
nel tramonto di un Sole che non ti riscalda più,
nel volto dei tuoi figli,
nella solitudine della tua anima,
nell'oscurità della notte,
nel buio della tua tristezza,
nel bruciore del tuo rancore,
nel fuoco della tua lussuria,
nel freddo della paura,
nell'odore dell'erba,
nel rumore del tuo silenzio,
nel lamento della tua voce,
nel bianco della neve.
Non sono lì.

Placido De Cicco - DANZI IL TANGO CON LA LUNA

 PLACIDO DE CICCO, DANZI IL TANGO CON LA LUNA

Addio caro amico.
Compagno di tante magie.
Le tue dita toccano monete e carte fatte
di stelle e hai come applauso il sorriso
degli angeli.
Come cristallo fragile brillasti.
Duro come diamante il tuo coraggio.
Combattesti una nemica troppo forte.
Ora danzi il tango con la luna
e ti riposi su di una sedia fatta di cielo.