Le
otto montagne di Paolo Cognetti
Titolo:
Le otto montagne
Autore:
Paolo Cognetti
Pubblicato:
Giulio Einaudi editore 2016
Genere:
Narrativa contemporanea
Formato:
Copertina rigida: 199 pagine
Una
bellissima storia di amicizia tra due ragazzi.
Pietro
Guasti è un ragazzino che vive a Milano con i genitori. Essi hanno
un carattere molto diverso l'uno dall'altra. Tuttavia li unisce la
nostalgia per la montagna.
«Ma
quel passato saltava fuori quando meno te l’aspettavi. In macchina,
nel lungo giro che doveva portare me a scuola, mia madre al
consultorio e mio
padre in fabbrica, certe mattine lei intonava una vecchia canzone.
Attaccava la prima strofa nel traffico e dopo un po’ lui la
seguiva. Erano ambientate in montagna durante la Grande Guerra: La
tradotta, La Valsugana, Il testamento del capitano. Storie che ormai
conoscevo a memoria anch’io: in ventisette erano partiti per il
fronte, ed erano tornati a casa solo in cinque. Laggiù sul Piave
restava una croce per una madre che prima o poi sarebbe andata a
cercarla. Una morosa lontana aspettava, sospirava, poi si stancava di
aspettare e sposava qualcun altro; chi moriva le dedicava un bacio e
per sé chiedeva un fiore. C’erano parole in dialetto, in queste
canzoni, così capivo che i miei genitori se le erano portate dietro
dalla loro vita di prima, ma intuivo anche qualcosa di diverso e più
strano, e cioè che le canzoni, chissà come, parlavano di loro due.
Di loro due in persona, intendo, altrimenti non si spiegava la
commozione che le loro voci tradivano così chiaramente.»
Così
i genitori di Pietro decidono di prendere in affitto, per le vacanze
estive, una casa a Grana, un piccolo paesino di montagna ai piedi del
Monte Rosa.
«Mio
padre rallentò a passo d’uomo. Fin da quando eravamo partiti
seguiva docile le indicazioni di lei. Si abbassò a destra e a
sinistra, nella polvere che l’auto sollevava, guardando a lungo le
stalle, i pollai, i fienili di tronchi, i ruderi bruciati o crollati,
i trattori sul ciglio della strada, le imballatrici. Due cani neri
con un campanello al collo spuntarono da un cortile. A parte un paio
di case più recenti, tutto il paese sembrava fatto della stessa
pietra grigia della montagna, e le stava addosso come un affioramento
di rocce, un’antica frana; un po’ più in alto pascolavano le
capre. Mio padre non disse niente. Mia madre, che aveva scoperto quel
posto per conto suo, lo fece accostare in uno spiazzo e scese dalla
macchina, andando in cerca della padrona di casa intanto che noi due
scaricavamo i bagagli. Uno dei cani ci venne incontro abbaiando e mio
padre fece qualcosa che non gli avevo mai visto fare: allungò una
mano per lasciarsela annusare, gli disse una parola gentile e lo
accarezzò tra le orecchie. Forse se la cavava meglio con i cani che
con gli uomini.»
Lì
Pietro conoscerà Bruno Guglielmina un ragazzo molto diverso da lui
con il quale nascerà un'amicizia che durerà per tutta la vita.
«Così
decise di aiutarmi lei. Non tutti sono della stessa idea, ma mia
madre credeva fermamente nella necessità di intervenire nella vita
degli altri. Un paio di giorni dopo, in quella stessa cucina, trovai
il ragazzino delle mucche che faceva colazione seduto sulla mia
sedia. Lo annusai, per la verità, prima di vederlo, perché aveva
addosso lo stesso odore di stalla, fieno, latte cagliato, terra umida
e fumo di legna, che per me da allora è sempre stato l’odore della
montagna, e che ho ritrovato in qualunque montagna del mondo. Si
chiamava Bruno Guglielmina. Il cognome era quello di tutti a Grana,
tenne a spiegarci, ma il nome Bruno ce l’aveva soltanto lui. Era di
pochi mesi più vecchio di me, dato che era nato nel ’72 ma in
novembre. Divorava i biscotti che mia madre gli offriva come se non
ne avesse mai mangiati in vita sua. L’ultima scoperta fu che non
solo io avevo studiato lui, giù al pascolo, ma lui aveva studiato me
mentre tutt’e due fingevamo di ignorarci.»
Vincitore
del premio Strega 2017 Le otto montagne è un romanzo scritto molto
bene in cui Cognetti mostra una grande abilità nel descrivere e far
vivere i paesaggi montani. Rilassante come una gita in montagna
questo libro vi farà vivere una storia che non dimenticherete
facilmente! Confesso che il finale mi ha commosso un po'.
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