lunedì 2 marzo 2020

Recensione di La novella degli scacchi di Stefan Zweig

Copertina de La novella degli scacchi di Stefan Zweig
Copertina de La novella degli scacchi di Stefan Zweig



Titolo: La novella degli scacchi
Autore: Stefan Zweig
Pubblicato: Einaudi (14 maggio 2015)
Genere: Narrativa
Formato: Copertina flessibile: 82 pagine

Una bellissima metafora del passaggio dall'epoca dell'aristocrazia a quella della specializzazione


New York. Mentre l'io narrante si trova su una nave passeggeri che a mezzanotte salperà per Buenos Aires, gli viene riferito da un conoscente che a bordo si trova Czentovič, il campione mondiale di scacchi che, reduce dai successi in tutta America, è diretto in Argentina.
Incuriosito e affascinato l'io narrante prova più volte a conoscere il campione, ma senza successo. Così escogita un piano per tentare di interessarlo: organizza una partita a scacchi con la moglie. Grazie a questo stratagemma attira un compagno di gioco; McConnor un ingegnere minerario arricchito grazie a dei pozzi di petrolio in California. Dopo tre giorni che l'io narrante e McConnor giocano, Czentovič si avvicina al loro tavolo mentre l'ingegnere stava muovendo un pezzo.


E quest’unica mossa sembrò sufficiente per far capire a Czentovič che il seguire ulteriormente i nostri sforzi dilettanteschi sarebbe stato ben poco degno del suo interesse magistrale. Con lo stesso gesto incurante con cui uno di noi, in libreria, scarta un cattivo romanzo poliziesco che gli è stato proposto, senza neppure sfogliarlo, egli si allontanò dal nostro tavolo e uscì dallo smoking room.”


Saputo della presenza a bordo del campione mondiale di scacchi, McConnor interrompe la partita per andare a invitarlo a giocare con loro.
Ritorna dopo dieci minuti con la notizia che ha fissato una partita simultanea con lui per le tre del pomeriggio del giorno dopo.



Ma McConnor rimase serissimo. — La partita è fissata per domani pomeriggio alle tre. Qui nel salone da fumo. Spero che non ci lasceremo ridurre in polpette così facilmente.”


Il gruppo di sfidanti, capeggiato da McConnor, perde la partita.
Così l'ingegnere chiede la rivincita.


Era curioso come, inconsciamente, qualcosa della sua accanita eccitazione penetrasse in noi. Ogni mossa veniva discussa molto più appassionatamente di prima, all’ultimo momento ci trattenevamo sempre l’un l’altro prima di accordarci per far segno a Czentovič di tornare al nostro tavolo.”


Mentre McConnor sta per muovere un pezzo si sente afferrare da uno sconosciuto per un braccio. Il quale gli dice di non fare quella mossa.



McConnor, sorpreso, lasciò andare il pezzo e fissò non meno stupefatto di tutti noi l’uomo che come un angelo inatteso ci era venuto in aiuto dal Cielo. Uno che poteva calcolare un matto nove mosse prima, doveva essere un professionista di prim’ordine, forse addirittura un concorrente al titolo mondiale, che andava allo stesso torneo, e la sua improvvisa apparizione e il suo intervento proprio in un momento così critico avevano qualcosa di quasi soprannaturale.”


Chi è il misterioso sconosciuto?
Come mai è così bravo con gli scacchi?
Scoprirete la risposta a questa e ad altre domande leggendo questo meraviglioso racconto di Stefan Zweig.


La novella degli scacchi è l'ultimo racconto scritto da Stefan Zweig prima del suo suicidio. In esso l'autore rappresenta come vera e propria metafora la fine dell'ottocentesca “età d'oro della sicurezza”, dell'aristocrazia e l'arrivo dell'epoca moderna, caratterizzata sopratutto dal consumismo e dalla specializzazione. Czentovič rappresenta con la sua rozzezza e mancanza di ambizione culturale, lo stereotipo dell'uomo avido e materialista. Contrapposto al suo sfidante che, al contrario, è un uomo di cultura e molto ricco di immaginazione. Infatti i due sono l'opposto uno dell'altro. Mentre il campione di scacchi ha il bisogno, la necessità, di una scacchiera per giocare. Il suo antagonista può giocare alla cieca nella sua mente le partite. Qui la scacchiera diventa metafora delle due opposte concezioni della vita: da un lato il materialismo e dall'altro l'idealismo.
Lo consiglio senza riserve a tutti coloro che amano le storie molto emozionanti e scritte con uno stile chiaro ed essenziale.








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