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| Copertina de La novella degli scacchi di Stefan Zweig |
Titolo:
La novella degli scacchi
Autore:
Stefan Zweig
Pubblicato:
Einaudi (14 maggio 2015)
Genere:
Narrativa
Formato:
Copertina flessibile: 82 pagine
Una bellissima metafora del passaggio dall'epoca dell'aristocrazia a quella della specializzazione
New
York. Mentre l'io narrante si trova su una nave passeggeri che a
mezzanotte salperà per Buenos Aires, gli viene riferito da un
conoscente che a bordo si trova Czentovič, il campione mondiale di
scacchi che, reduce dai successi in tutta America, è diretto in
Argentina.
Incuriosito
e affascinato l'io narrante prova più volte a conoscere il campione,
ma senza successo. Così escogita un piano per tentare di
interessarlo: organizza una partita a scacchi con la moglie. Grazie a
questo stratagemma attira un compagno di gioco; McConnor un ingegnere
minerario arricchito grazie a dei pozzi di petrolio in California.
Dopo tre giorni che l'io narrante e McConnor giocano, Czentovič si
avvicina al loro tavolo mentre l'ingegnere stava muovendo un pezzo.
“E
quest’unica mossa sembrò sufficiente per far capire a Czentovič
che il seguire ulteriormente i nostri sforzi dilettanteschi sarebbe
stato ben poco degno del suo interesse magistrale. Con lo stesso gesto incurante con cui uno di noi, in libreria, scarta un cattivo
romanzo poliziesco che gli è stato proposto, senza neppure
sfogliarlo, egli si allontanò dal nostro tavolo e uscì dallo
smoking room.”
Saputo
della presenza a bordo del campione mondiale di scacchi, McConnor
interrompe la partita per andare a invitarlo a giocare con loro.
Ritorna
dopo dieci minuti con la notizia che ha fissato una partita
simultanea con lui per le tre del pomeriggio del giorno dopo.
“Ma
McConnor rimase serissimo. — La partita è fissata per domani
pomeriggio alle tre. Qui nel salone da fumo. Spero che non ci
lasceremo ridurre in polpette così facilmente.”
Il
gruppo di sfidanti, capeggiato da McConnor, perde la partita.
Così
l'ingegnere chiede la rivincita.
“Era
curioso come, inconsciamente, qualcosa della sua accanita eccitazione
penetrasse in noi. Ogni mossa veniva discussa molto più
appassionatamente di prima, all’ultimo momento ci trattenevamo sempre l’un l’altro prima di accordarci per far segno a Czentovič
di tornare al nostro tavolo.”
Mentre
McConnor sta per muovere un pezzo si sente afferrare da uno
sconosciuto per un braccio. Il quale gli dice di non fare quella
mossa.
“McConnor,
sorpreso, lasciò andare il pezzo e fissò non meno stupefatto di
tutti noi l’uomo che come un angelo inatteso ci era venuto in aiuto
dal Cielo. Uno che poteva calcolare un matto nove mosse prima, doveva
essere un professionista di prim’ordine, forse addirittura un
concorrente al titolo mondiale, che andava allo stesso torneo, e la sua improvvisa apparizione e il suo intervento proprio in un momento
così critico avevano qualcosa di quasi soprannaturale.”
Chi
è il misterioso sconosciuto?
Come
mai è così bravo con gli scacchi?
Scoprirete
la risposta a questa e ad altre domande leggendo questo meraviglioso
racconto di Stefan Zweig.
La
novella degli scacchi è l'ultimo racconto scritto da Stefan Zweig
prima del suo suicidio. In esso l'autore rappresenta come vera e
propria metafora la fine dell'ottocentesca “età d'oro della
sicurezza”, dell'aristocrazia e l'arrivo dell'epoca moderna,
caratterizzata sopratutto dal consumismo e dalla specializzazione.
Czentovič rappresenta con la sua rozzezza e mancanza di ambizione
culturale, lo stereotipo dell'uomo avido e materialista. Contrapposto
al suo sfidante che, al contrario, è un uomo di cultura e molto
ricco di immaginazione. Infatti i due sono l'opposto uno dell'altro.
Mentre il campione di scacchi ha il bisogno, la necessità, di una
scacchiera per giocare. Il suo antagonista può giocare alla cieca
nella sua mente le partite. Qui la scacchiera diventa metafora delle
due opposte concezioni della vita: da un lato il materialismo e
dall'altro l'idealismo.
Lo
consiglio senza riserve a tutti coloro che amano le storie molto
emozionanti e scritte con uno stile chiaro ed essenziale.

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